Come scrivere uno script per Reel e TikTok: hook, sviluppo e CTA
Un video breve che funziona sembra improvvisato, ma quasi mai lo è. Dietro c'è uno script: non per forza scritto parola per parola, ma almeno uno scheletro che dice cosa succede nei primi secondi, cosa racconti e come chiudi. Scriviamo script per video brevi ogni settimana, per attività molto diverse tra loro (dallo studio dentistico al food truck, dalla profumeria all'allevamento), e la struttura che usiamo è sempre la stessa: hook, sviluppo e CTA.
In questa guida ti spieghiamo come costruire ognuna delle tre parti, con esempi da adattare e uno script completo dall'inizio alla fine.
Perché serve uno script, anche se parli a braccio
Il motivo principale è il tempo di visione. Instagram ha detto chiaramente che è il segnale che pesa di più per decidere a chi mostrare un video, e su TikTok e YouTube Shorts vale lo stesso principio: ogni secondo in cui non succede niente è un secondo in cui qualcuno scorre via. Lo script serve a togliere quei secondi prima ancora di accendere la telecamera.
Poi ci sono i vantaggi pratici: registri meno volte, monti in metà del tempo e non ti dimentichi la cosa più importante, cioè dire a chi guarda cosa fare dopo.
La struttura: hook, sviluppo, CTA

L'hook: i primi due o tre secondi
L'hook deve fare tre cose insieme: fermare il pollice, promettere qualcosa e far capire a chi sta parlando il video. Un buon hook non è una frase a effetto: è una promessa che il resto del video mantiene. Se prometti tre errori e ne dici uno, la gente se ne ricorda, e la volta dopo non si ferma.
Questi sono i cinque tipi di hook che usiamo più spesso.

- La domanda che punge. «Perché i tuoi Reel si fermano sempre a 200 visualizzazioni?» Funziona quando tocca un problema che chi guarda ha davvero.
- L'errore comune. «Se lavi la macchina sotto il sole, la stai rovinando.» Nessuno vuole essere quello che sbaglia.
- Il numero. «3 motivi per cui i clienti non tornano nel tuo negozio.» Chi guarda sa subito quanto dura e cosa riceve.
- Il prima e dopo. «Questo tavolo aveva sessant'anni. Guarda adesso.» Qui l'hook è soprattutto visivo: la prima immagine deve già incuriosire.
- L'esperienza. «Da quindici anni facciamo pizze, e c'è una domanda che ci fanno tutti.» Oppure: «Mi chiedono spesso se…». Dà autorevolezza senza tirarsela.
Una cosa importante: l'hook lavora su tre livelli contemporaneamente, quello che dici, quello che scrivi a schermo e quello che si vede. Quando i tre livelli dicono la stessa cosa, l'hook è fortissimo. E per favore, niente «Ciao a tutti e benvenuti» e niente logo animato di cinque secondi all'inizio: sono i due modi più rapidi per perdere metà del pubblico.
Lo sviluppo: mantieni la promessa
Nello sviluppo racconti quello che l'hook ha promesso, e il segreto è che ogni frase dia un motivo per ascoltare la successiva. Per questo ci piacciono le frasi che si concatenano con connettori naturali, come «in pratica», «ti faccio un esempio» o «una cosa importante», che portano avanti il discorso come in una chiacchierata, invece degli elenchi recitati.
- Una sola idea per video. Se hai tre argomenti, hai tre video.
- Due o tre punti chiave al massimo. Il resto lo tagli, anche se è vero e interessante.
- Esempi concreti. «Un cliente è entrato e…» resta in testa molto più di un concetto astratto.
- Ritmo. Via le pause, via le ripetizioni, e ogni pochi secondi cambia qualcosa sullo schermo: inquadratura, testo, oggetto.
La CTA: una richiesta sola, chiara
La chiamata all'azione è la parte che si dimentica più spesso, e quella che trasforma una visualizzazione in un risultato. La regola è semplice: una sola richiesta, legata all'obiettivo del video, detta in tre-cinque secondi.
- Se vuoi più visibilità: «Mandalo a chi ha appena aperto un negozio», perché gli invii sono uno dei segnali che Instagram premia di più.
- Se vuoi contatti: «Scrivici "prenoto" in privato e ti teniamo un posto.»
- Se vuoi che il contenuto venga ritrovato: «Salvalo, ti servirà quando…»
La CTA da evitare è quella che chiede tutto insieme: segui, metti like, commenta, condividi e vai al link in bio. Chi guarda non fa niente, perché non sa da dove cominciare.
Lo scheletro che usiamo per ogni video
Prima di scrivere parola per parola, prepariamo sempre uno scheletro. È veloce da fare, facile da far approvare al cliente e lascia libertà a chi va davanti alla telecamera.

- Hook: da tre a cinque opzioni diverse, poi scegli la migliore (o ne provi due con i Reel di prova).
- Argomento: una riga che dice di cosa parla il video.
- Punti chiave: due o tre, in ordine.
- CTA: una sola azione.
Un esempio completo: la pizzeria
Mettiamo che una pizzeria voglia far conoscere la sua pizza più ordinata. Ecco lo scheletro.
Hook (opzioni): «La pizza più ordinata da noi non è la margherita.» / «C'è un motivo se la nostra diavola finisce sempre per prima.» / «Questa pizza ci mette due giorni ad arrivare al tuo tavolo.»
Argomento: perché la diavola è la pizza più richiesta del locale.
Punti chiave: impasto che lievita 48 ore; salame piccante tagliato al momento, sottile; cottura veloce nel forno a legna.
CTA: scrivere «diavola» in privato per prenotare il tavolo del venerdì.
E questa è la versione parola per parola, circa 35 secondi:
«La pizza più ordinata da noi non è la margherita, è la diavola, e oggi ti spiego perché secondo noi la differenza la fa una cosa che non si vede. In pratica il nostro impasto lievita 48 ore prima di finire nel forno: è lì che prende sapore, e il cornicione viene alto e leggero invece che duro. Poi c'è il salame piccante, che tagliamo al momento e sottile, così in cottura si arriccia e si riempie del suo olio. Il resto lo fa il forno a legna, novanta secondi e via. Se venerdì vuoi provarla, scrivici "diavola" in privato e ti teniamo il tavolo.»
Guarda come ogni frase porta alla successiva: l'hook crea una piccola sorpresa, lo sviluppo la spiega con tre dettagli concreti e la CTA chiede una cosa sola, facile e legata al video.
Gli errori che vediamo più spesso
- La cosa interessante alla fine. Se il colpo di scena arriva al secondo 40, al secondo 40 non c'è più nessuno.
- Tre argomenti in un video. Diventano tre video mediocri invece di tre video buoni.
- Il testo a schermo nel posto sbagliato. Copre la faccia o finisce sotto i pulsanti e la didascalia: tienilo nella parte centrale.
- Lo script recitato. Lo script serve a sapere cosa dire, non a leggerlo come un comunicato. Se in registrazione una frase ti viene meglio con parole tue, usa le tue.
- Le frasi da tema delle medie. «Nel mondo di oggi…», «Scopriamo insieme…»: se lo script inizia così, cancella e riparti dalla frase successiva, che di solito è quella giusta.
Come capire quale hook funziona
Il modo più affidabile è provarli. Su Instagram puoi usare i Reel di prova, che mostrano il video prima solo a chi non ti segue: pubblichi due versioni con hook diversi e tieni quella che trattiene più persone nei primi secondi. Su TikTok e YouTube guardi il grafico della fidelizzazione: se la curva crolla nei primi tre secondi, il problema è l'hook, non il resto. Come leggere quel grafico lo spieghiamo nella guida su quanto devono durare i video.
Se sei un creator e vuoi che i tuoi video partano con una spinta in più, dai un'occhiata alla pagina per content creator. Se invece scrivi script per i profili dei clienti, ti sarà utile la guida su come organizzare il lavoro con più clienti.